avevo seguito il fato e avevo deciso di non andare più al concerto. Sì proprio a quel concerto per cui avevo comprato i biglietti ancora a gennaio. Quel concerto che aveva rischiato di incasinare la mia vita e quella di almeno un'altra persona.
Poi all'improvviso sono tornata qui e a due giorni dalla data del live, mi rendo conto di aver scordato i biglietti a Torino, più di 300km altrove. Disperazione. Fato. Segni del destino. Avevo pensato fossero simboli oscuri che mi dicevano: non andare, resta a casa a lavorare e studiare. Sei troppo indietro per potertelo per mettere.
Telefono alla mia coinquilina e la scongiuro di spedirmi i biglietti. Poco convinta a dire il vero.
Giovedì nulla
Venerdì nulla
Sabato ancora nulla.
Telefono al mio amico bolognese, compagno di venture (e sventure in questo caso) e l'avviso della catastrofe: nulla da fare.
ore 13. Il postino mi porta una busta. La posta di tutti i giorni, nessuna raccomandata o pacco celere o che altro. Ma proprio lì in mezzo c'erano i miei biglietti!!!!!!
E se non era destino questo... che la posta spedita con un francobollo normalissimo arrivasse a poche ore dal concerto.
Indecisa fino all'ultimo. Almeno altre tre telefonate.
Ok parto, ma prendo l'ultimo treno utile. 19.15 a bologna, quasi 19.30. Stop cibo. alle 21 e qualcosa siamo al Velvet, a Rimini. Già me l'ero messa via l'idea di stare sotto il palco (accarezzata fin da novembre).
Eppure la situazione non pare così male. Mi lancio dritta come un missile verso il centro, il mio caro compagno di concerti va a prendere la birra. Io non mi muovo di lì (se non per avanzare). Siamo esattamente al centro del palco, davanti al microfono, a pochi metri dalle transenne. Davanti a me conto 5 persone. E poi il palco.
Ancora non ci credo... Nel frattempo il locale si riempie sempre di più, ma io non ci bado. Vedo solo davanti a me. Poco dopo le 22 parte il gruppo spalla...la Mobius Band (che scoprirò poi essere di New York)... non ho ancora capito se la loro musica mi piace (ma studierò il cd con tanto di autografi d'ammmore). Loro però sono talmente matti e ridicoli che non riesco a smettere di ridere e già me ne innamoro. Io e il mio amico coniamo un soprannome per ognuno dei tre: Rodeo, Lumberjack e Harvard. E vi assicuro che ci sono ottimi motivi per la scelta.
Poi il gruppo smonta la propria attrezzatura (troppo giovani e sconosciuti perchè qualcuno lo faccia per loro) tra risa e applausi... ancora venti minuti di attesa. E finalmente Tom e gli altri salgono sul palco... gli Editors sono di nuovo davanti a me. E la folla mi sbalza a forza di spintoni sempre più avanti. Tra una spinta e l'altra mi trovo ancora oltre e sono praticamente con un piede sopra lo scalino della transenna. Ce l'ho fatta, anche se non al 100%. Ma fino a poche ore prima nemmeno pensavo di essere lì. L'isteria cresce ogni volta che Tom si avvicina a noi, ed è incontenibile. Mi ritrovo schiacciata tra gomiti braccia spinte e pestoni, ma nessuno riesce a spostarmi da dove sono, non posso nè voglio cedere. Ho rinunciato a troppo per essere lì. Non so nemmeno più che fine abbia fatto il mio amico ma non importa, lo cercherò dopo. Macchina fotografica alla mano cerco di scattare più foto possibili, consapevole che probabilmente verranno tutte o quasi sfocate per le spinte e per la mia altezza sotto la media... uff... ma non demordo ancora. Provo pure a girare alcuni video.
La sensazione più intensa è quella di non riuscire a scollare gli occhi di dosso dal palco, non riesco a non urlare parola per parola ogni canzone, non riesco a non pensare che non esista altro al mondo tranne quel concerto e quella musica e le migliaia di persone che mi si stringono addosso. La musica ti attraversa l'anima e scava come un coltello affilato, impossibile restare indifferenti. Certo forse all'estragon c'era stata più 'scena' ma qui mi sono sfogata come mai prima, ho buttato fuori tutto e mi sono riempita di musica e passione.
Quando è finito lo spettacolo e non restava che un ronzio nelle mie orecchie, volevo quasi piangere. E salire con loro sullo Star Bus in direzione Barcellona... ma ho dovuto accontentarmi di foto e sorrisi. Ora non resta che attendere...

e la mia preferita....
