mercoledì, 16 aprile 2008
Fiera Interntazionale del Libro di Torino

l'AutoreInvisibile
 
presentano
 
 
Venerdì 9 maggio 2008 • ore 14.00 •  Pagoda
TRADURRE PER I RAGAZZI NON È UN GIOCO DA RAGAZZI

Fiammetta Giorgi (Mondadori Ragazzi), Beatrice Masini (Rizzoli),  

Paola Mazzarelli, Mariagrazia Mazzitelli (Salani)

Coordina: Ilide Carmignani 

 

 

Sabato 10 maggio 2008 • ore 14.00 •  Spazio Autori

QUAL È IL TUO NOME, BAMBOLA?

Il tradiano, il traduttese e l’italiano contemporaneo

 

Giuseppe Antonelli,  Massimo Bocchiola, Giuliana Garzone,

Giorgio Pinotti (Adelphi), Alberto Rollo (Feltrinelli),

Coordina: Ilide Carmignani

  

 

Sabato 10 maggio 2008 • ore 17.00 •  Sala Rossa

 

EDOARDO SANGUINETI

Tradurre i classici

  

 

Domenica 11 maggio 2008 • ore 12.00 •  Sala Azzurra
TULLIO DE MAURO

Sette tipi di traduzioni possibili

  

 

Si segnala inoltre:

 

 

Sabato 10 maggio 2008 • ore 12.00 • Padiglione 2 •  Spazio Regione Puglia

  

Besa Editrice presenta il libro:

 

GLI AUTORI INVISIBILI

INCONTRI SULLA TRADUZIONE LETTERARIA

 

di Ilide Carmignani

 

 

Susanna Basso, Renata Colorni, Marino Sinibaldi

 

 

Per informazioni www.fieralibro.it

 

postato da: scarlet alle ore 01:50 | Permalink | commenti
categoria:traduzione, torino, fiera del libro, salone del libro
mercoledì, 02 aprile 2008
ma cosa sta succedendo? non ci credo che abbiamo una foto insieme... ma son più scema io o te...?

ci sono troppe cose che non capisco, ma tanto sono talmente felice in questo periodo che poco mi interessa. Il concerto aleggia ancora tra i miei pensieri e al tempo spesso la testa corre verso Torino verso quest'esperienze e questo lavoro che mi toglie il fiato e il sonno, ma mi piace, verso i miei amici che mi fanno sentire così a *casa* ovunque io sia.
Sento che la mia vita è talmente Piena. E ancora non ho ben capito da dove sia partito tutto ciò...

Poi ci sei tu che torni continuamente e sei di un contraddittorio che mi spaventi. Sabato mi dici che avresti dovuto dirmi addio molto tempo fa.
Ora aggiungi che ti manco.
Dopo un anno e mezzo di oscurità. E ancora non rispondi a quel maledetto telefono.
Io DEVO prendere i miei spazi da te... non so se questo lo capisci...

E l'uomo della foto... l'uomo della foto non so. E' una persona a cui voglio molto bene, e si tratta di un istinto e di un abbraccio di pelle. Puro sentire. Non so cosa sia. Non ha oggettivamente alcun senso, ma "c'è".

buonanotte... tra nuvole e parole
postato da: scarlet alle ore 02:12 | Permalink | commenti
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mercoledì, 02 aprile 2008
You are a sleeping lion,
in your bed
I will not wake you.
In the moment
love has passed
We all must learn to hate you
You're a memory from before
Please don't let me forget you
YOU'RE THE WOLVES AT MY DOOR...

(editors)
postato da: scarlet alle ore 02:07 | Permalink | commenti
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lunedì, 31 marzo 2008

avevo seguito il fato e avevo deciso di non andare più al concerto. Sì proprio a quel concerto per cui avevo comprato i biglietti ancora a gennaio. Quel concerto che aveva rischiato di incasinare la mia vita e quella di almeno un'altra persona.
Poi all'improvviso sono tornata qui e a due giorni dalla data del live, mi rendo conto di aver scordato i biglietti a Torino, più di 300km altrove. Disperazione. Fato. Segni del destino. Avevo pensato fossero simboli oscuri che mi dicevano: non andare, resta a casa a lavorare e studiare. Sei troppo indietro per potertelo per mettere.
Telefono alla mia coinquilina e la scongiuro di spedirmi i biglietti. Poco convinta a dire il vero.
Giovedì nulla
Venerdì nulla
Sabato ancora nulla.
Telefono al mio amico bolognese, compagno di venture (e sventure in questo caso) e l'avviso della catastrofe: nulla da fare.
ore 13. Il postino mi porta una busta. La posta di tutti i giorni, nessuna raccomandata o pacco celere o che altro. Ma proprio lì in mezzo c'erano i miei biglietti!!!!!!
E se non era destino questo... che la posta spedita con un francobollo normalissimo arrivasse a poche ore dal concerto.
Indecisa fino all'ultimo. Almeno altre tre telefonate.
Ok parto, ma prendo l'ultimo treno utile. 19.15 a bologna, quasi 19.30. Stop cibo. alle 21 e qualcosa siamo al Velvet, a Rimini. Già me l'ero messa via l'idea di stare sotto il palco (accarezzata fin da novembre).
Eppure la situazione non pare così male. Mi lancio dritta come un missile verso il centro, il mio caro compagno di concerti va a prendere la birra. Io non mi muovo di lì (se non per avanzare). Siamo esattamente al centro del palco, davanti al microfono, a pochi metri dalle transenne. Davanti a me conto 5 persone. E poi il palco.
Ancora non ci credo... Nel frattempo il locale si riempie sempre di più, ma io non ci bado. Vedo solo davanti a me. Poco dopo le 22 parte il gruppo spalla...la Mobius Band (che scoprirò poi essere di New York)... non ho ancora capito se la loro musica mi piace (ma studierò il cd con tanto di autografi d'ammmore). Loro però sono talmente matti e ridicoli che non riesco a smettere di ridere e già me ne innamoro. Io e il mio amico coniamo un soprannome per ognuno dei tre: Rodeo, Lumberjack e Harvard. E vi assicuro che ci sono ottimi motivi per la scelta.
Poi il gruppo smonta la propria attrezzatura (troppo giovani e sconosciuti perchè qualcuno lo faccia per loro) tra risa e applausi... ancora venti minuti di attesa. E finalmente Tom e gli altri salgono sul palco... gli Editors sono di nuovo davanti a me. E la folla mi sbalza a forza di spintoni sempre più avanti. Tra una spinta e l'altra mi trovo ancora oltre e sono praticamente con un piede sopra lo scalino della transenna. Ce l'ho fatta, anche se non al 100%. Ma fino a poche ore prima nemmeno pensavo di essere lì. L'isteria cresce ogni volta che Tom si avvicina a noi, ed è incontenibile. Mi ritrovo schiacciata tra gomiti braccia spinte e pestoni, ma nessuno riesce a spostarmi da dove sono, non posso nè voglio cedere. Ho rinunciato a troppo per essere lì. Non so nemmeno più che fine abbia fatto il mio amico ma non importa, lo cercherò dopo. Macchina fotografica alla mano cerco di scattare più foto possibili, consapevole che probabilmente verranno tutte o quasi sfocate per le spinte e per la mia altezza sotto la media... uff... ma non demordo ancora. Provo pure a girare alcuni video.
La sensazione più intensa è quella di non riuscire a scollare gli occhi di dosso dal palco, non riesco a non urlare parola per parola ogni canzone, non riesco a non pensare che non esista altro al mondo tranne quel concerto e quella musica e le migliaia di persone che mi si stringono addosso. La musica ti attraversa l'anima e scava come un coltello affilato, impossibile restare indifferenti. Certo forse all'estragon c'era stata più 'scena' ma qui mi sono sfogata come mai prima, ho buttato fuori tutto e mi sono riempita di musica e passione.
Quando è finito lo spettacolo e non restava che un ronzio nelle mie orecchie, volevo quasi piangere. E salire con loro sullo Star Bus in direzione Barcellona... ma ho dovuto accontentarmi di foto e sorrisi. Ora non resta che attendere...

tom11
tom2tom13

tom12
e la mia preferita....

tom in the light
postato da: scarlet alle ore 17:39 | Permalink | commenti (1)
categoria:live, rimini, concerto, editors
mercoledì, 26 marzo 2008
If I lay face down on the ground
Would you walk all over me?
postato da: scarlet alle ore 01:26 | Permalink | commenti
categoria:amore
domenica, 23 marzo 2008
postato da: scarlet alle ore 01:56 | Permalink | commenti
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giovedì, 20 marzo 2008
oggi non ho proprio voglia di fare.. nullaaaaaaaaaaaaaaaaa



e fuori c'è pure il sole...




chi ha voglia di fare due passi e prendere un bollentissimo caffè?...





(...comincio a pensare che più invecchio più rincretinisco...)

BUONA GIORNATA!!!

postato da: scarlet alle ore 14:35 | Permalink | commenti
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mercoledì, 19 marzo 2008
TORNATA.

Sono tornata a *casa mia* (o meglio alla casa dei miei genitori, nonché alla mia città natale) per un paio di settimane. No, non sono vacanze di Pasqua. Si chiama 'periodo di stage' e io e i miei amati compagni di avventura dovremo/dovremmo tradurre un saggio che verrà pubblicato entro Natale. Bellissimo. Con i nostri nomi sopra: fantastico! Che si può chiedere di meglio?
Forse è colpa dell'argomento che mi è completamente ignoto, o del terrore di scrivere fischi per fiaschi, di prendere abbagli o che altro... ma mi sembra la traduzione più complicata che abbia mai fatto! Sono spersa tra i ghiacci antartici, dò da mangiare a cani da slitta, urlo comandi incomprensibili, carico slitte di tende, sacchi a pelo e strani cibi. Ecco questo il mio mondo diurno, perso in un altro mondo parallelo...

Per il resto sono confusa, un eterno caos nella mente, mi sento come spaesata. Sono tornata sabato, ma sono filata dritta ad altri 150km di distanza per una festa. Irlandese naturalmente. Mi aspettavo chissà cosa, come l'anno scorso, credevo sarei saltata in braccio ai corkiani conosciuti in quelle sere... ma ero talmente distrutta e morta che non li ho nemmeno salutati. E poi chissà se si ricordavano di me... Che fatica tenere gli occhi aperti al ritorno... l'anno prossimo mi ci fermo due giorni così arrivo a mattina con una guinness o un whiskey in mano :)!
E poi da domenica sono tornata a uscire con i miei amici, concerto, bar... solite cose, ma continuo a sentirmi nel caos, fuori tono, fuori registro, su onde radio diverse. Ho voglia di ballare e se ne stanno inchiodati al tavolo. Ho voglia di vederci e hanno altro da fare. E io non so più quali sono i miei ritmi perché a Torino in realtà me ne sto tranquilla a casa la sera, anzi la maggior parte del tempo lavoro... però è talmente grande lo stupore di fronte al 'tutto nuovo' e al 'ti voglio conoscere' che non mi pesa. Forse qui sopraggiunge la noia. Forse non ho più nulla da raccontare. O forse, più semplicemente e onestamente, ieri volevo vedere una persona che poi mi ha confusa ancor di più.

Arrivare a tanto così di distanza l'uno dall'altra per poi perdersi. E' questo che mi confonde. E non ho chiesto nulla di più perché so di non poterlo avere. E forse non lo voglio nemmeno. Ma ancora non capisco troppe cose, se siamo amici perché possiamo vederci solo al lavoro? *MAH* I conti con te non tornano mai. Avevi la possibilità di allontanarmi dalla tua vita, di cancellarmi e non l'hai fatto, anzi ieri la prima cosa che mi hai detto è stata praticamente l'esatto contrario. Però non puoi nemmeno tenermi in un eterno limbo. Non mi piacciono le situazioni oscure, specie se in tutto il resto riusciamo sempre a essere così sinceri. Forse dovrei parlarti, ma tu non ti fai vedere... mannaggia a te ;)

Ok, occhi di ghiaccio... voglio proprio vedere se in questi giorni riusciremo a berci un caffè insieme. Per spezzare questo terribile incantesimo. E non chiamarmi più Bambola!... a volte mi domando se esci da un film con questo tuo modo di fare e parlare... sei proprio un elementoi! A dir la verità, in fondo mi hai pure fatto tenerezza quando ieri ti sei presentato al mio amico... chissà chi pensavi fosse...

Ora torno ai miei ghiacci... fuori c'è il sole e credo mi s'imponga di uscire a fare due passi tra un po'... magari mi porto dietro il libro giusto per non sentirmi troppo in colpa...
postato da: scarlet alle ore 14:58 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 04 marzo 2008

e se avessi le allucinazioni???????


sto andando a letto solo ora, sempre sommersa dal mio amore, il mio lavoro. prego solo di non aver preso troppe cantonate e che anzi dia il via per futuri lavori.
incrocio le dita

ma nel frattempo non vivo solo di questo :). non abbiate paura signori... sono un'anima di mondo e sempre resterò tale.
ieri a passeggiare per il centro in ottima compagnia, sotto un sole abbacinante, nonostante siano solo i primi di marzo. Ecco le avventure più temibili: cercare di evitare incontri spaventosi (l'amato berl. era proprio in piazza... pericolo scampato!) e sfuggire alle guardie reali. non vere e proprie guardie reali, ma le guardie dei giardini reali non lo sono forse un po'?
All'aria aperto si stava benissimo, sotto il sole a leggere, parea un sogno.

e poi oggi che altro? mangiato e bevuto a sbafo... evviva i buffet, i seminari e le inaugurazioni. e poi ho deciso che lo spagnolo mi piace proprio... :D

domani lavoro lavoro cinema lavoro lavoro
in teoria

giovedì ancora un vernissage...

weekend tuttora un mistero

nelle pause lavoro e lezione. o viceversa

ma ora ho bisogno di dormire. chiudo gli occhi.

postato da: scarlet alle ore 02:45 | Permalink | commenti
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venerdì, 29 febbraio 2008


...mi sono ripromessa di scrivere più spesso e oggi voglio mantenere fede a quella promessa.
Che giornata strana in quel di Torino. Quando il fisico ti molla e ti senti debole, ti sembra tutto più difficoltoso. Aneli il silenzio e la calma e speri che il tempo si dilati il più possibile, così da lasciarti riposare un po' più a lungo.
Oggi sto così. Stamattina non riuscivo ad alzarmi dal letto per i crampi allo stomaco, mi domandavo se per caso non mi stessi immedesimando troppo nell'ultima traduzione. Mi ricordavo molto Josè de Acosta mentre descriveva il 'mal di montagna'. E un po' mi veniva da ridere.
E così stamattina niente lavoro...solo un tentativo di ripresa. Uno scambio di messaggi e email e la decisione di andare lo stesso a lezione. Per poi concludere il pomeriggio sbattendo la testa sul banco e dicendo 'non ce la farò mai'. Mi è quasi scesa una lacrima. Non so se per la rabbia o la disperazione.
Poi ci ho pensato su un attimo e ho capito che la settimana degli ormoni sballati aveva a che fare anche con qeuste reazioni. Oltre al malessere fisico.
Certo che è frustrante. Non riuscire a scrivere. Non sapere scrivere. Vedere quella frase sotto il naso, sapere benissimo cosa vuol dire e cosa si deve far capire. E poi non riuscire a scriverlo BENE. Mi fa rabbia. Mi fa impazzire. Voglio regole e non ci sono regole. Voglio capire. A un certo punto ero tentata di chiedere ripetizioni private :). A volte mi perdo nei meandri di quella singola frase. La scrivo dieci, cento, mille volte, e ogni volta in un modo diverso, diversa per una minima sfacettatura, ombra, sfumatura. Il problema è che poi non riesco a riconoscere quale sia la scelta migliore. Mi passa tra le mani e allo stesso tempo mi sfugge. Ma non voglio arrendermi voglio continuare a lottare. Solo vorrei capire da che parte andare e come fare a seguire la strada giusta. D'altronde sono qui un po anche per imparare questo.
E poi non c'è nulla di più bello che alzarsi al mattino e trovare una carissima mail scritta da un'amata e bravissima traduttrice. Che mi dice che non smetterò mai di tradurre, perchè crea dipendenza. Quanta verità...avessi solo un pizzico del talento che ha lei. Ma so che devo pazientare...sono troppo abituata a fare tutto e subito, a riuscire bene senza troppi sforzi. Ed ora invece devo pazientare e sforzarmi, insistere senza perdermi d'animo. Vorrei solo che qualcuno mi rassicurasse dicendomi che migliorerò. Spero sia così.
E ora si torna al duro lavoro....mentre torino sta fuori dalla porta e mi guarda con quegli occhi beffardi
postato da: scarlet alle ore 21:16 | Permalink | commenti
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