mi sembra di essere tornata indietro nel tempo. tanto tanto tempo. anni, forse decenni.
tutto in così poco tempo
è che i cambiamenti fanno spostare le cose e poi scopri all'improvviso quel che ci avevi nascosto dietro.
come sollevare una botola e tornare a cercare, rovistando nel buio.
pensavo di averci messo dei massi così pesanti sopra quella botola, di essere riuscita a dimenticarla.
massi dipinti dei mille colori dell'oro. di sorrisi di impegni di persone
ma sempre massi erano:
pesanti
e in questi giorni si è come scongelata quella parte di me che stava dentro la botola
e mi sta inondando, mi sta bruciando e affogando nello stesso momento.
all'improvviso mi accorgo che tutto quello che sono non riesce a rimettersi insieme.
pagine che ho continuato a girare per allontanarmi da quello che non andava e che comunque non sarebbe mai funzionato. quindi perchè soffermarcisi? pensavo di aver fatto il salto.
e ora mi torna tutto contro. tutto insieme. tutto confuso, tutto ammassato. come rivomitato.
ed è partito da una semplice carezza. da due occhi e un sorriso.
può una persona riportarti alla tua vita precedente, con tanta prepotenza?
sono stanca del mio passato, perché non passa mai. lo so, so che è lì. so che resterà lì per sempre. so che le cose rotte non si aggiustano. so che devi solo metabolizzarle dentro te. ma mi hanno riempita a dismisura e non se ne sono più andate.
ancora oggi tremo di preoccupazione per chi una volta ha tentato di sparire. una lieve nota diversa nel tono di voce e non dormo per una notte intera. dovevo proteggerla, ma so che non era compito mio. e non sapevo cosa fare. e ancora oggi ricordo - come se non fosse passato neanche un secondo da allora - gli incubi di quegli anni. perché sono ancora presenti, nelle parole e negli occhi di chi li ha vissuti e me li ha fatti vivere. anche se capisco che (forse) non è colpa di nessuno. lo so. ma ho sentito cose che non dovevo sentire. e non ho mai saputo cos'è l'amore tra un uomo e una donna. cos'è la dolcezza. cos'è la passione. sì le ho provate tutte ma non le so trattenere. non so come si fa. le faccio scappare.
la follia, il dolore, le urla soffocate, l'alcol, le minacce di volare, le violenze non subite ma pensate, sentite, le porte chiuse come se bastasse a non far accadere le cose, ma poi il sorriso e l'ipocrisia al mondo esterno.
tutto ti scalfisce la vita fino nelle viscere
anche se non si tratta di te
anche se solo di riflesso
perché tu c'eri. sempre.
ma può tornare tutto questo per una semplice carezza?
la dolcezza mi spaventa, non fa parte di me. si nasconde
ho imparato solo a sorridere, quando non sono da sola.
tutto in così poco tempo
è che i cambiamenti fanno spostare le cose e poi scopri all'improvviso quel che ci avevi nascosto dietro.
come sollevare una botola e tornare a cercare, rovistando nel buio.
pensavo di averci messo dei massi così pesanti sopra quella botola, di essere riuscita a dimenticarla.
massi dipinti dei mille colori dell'oro. di sorrisi di impegni di persone
ma sempre massi erano:
pesanti
e in questi giorni si è come scongelata quella parte di me che stava dentro la botola
e mi sta inondando, mi sta bruciando e affogando nello stesso momento.
all'improvviso mi accorgo che tutto quello che sono non riesce a rimettersi insieme.
pagine che ho continuato a girare per allontanarmi da quello che non andava e che comunque non sarebbe mai funzionato. quindi perchè soffermarcisi? pensavo di aver fatto il salto.
e ora mi torna tutto contro. tutto insieme. tutto confuso, tutto ammassato. come rivomitato.
ed è partito da una semplice carezza. da due occhi e un sorriso.
può una persona riportarti alla tua vita precedente, con tanta prepotenza?
sono stanca del mio passato, perché non passa mai. lo so, so che è lì. so che resterà lì per sempre. so che le cose rotte non si aggiustano. so che devi solo metabolizzarle dentro te. ma mi hanno riempita a dismisura e non se ne sono più andate.
ancora oggi tremo di preoccupazione per chi una volta ha tentato di sparire. una lieve nota diversa nel tono di voce e non dormo per una notte intera. dovevo proteggerla, ma so che non era compito mio. e non sapevo cosa fare. e ancora oggi ricordo - come se non fosse passato neanche un secondo da allora - gli incubi di quegli anni. perché sono ancora presenti, nelle parole e negli occhi di chi li ha vissuti e me li ha fatti vivere. anche se capisco che (forse) non è colpa di nessuno. lo so. ma ho sentito cose che non dovevo sentire. e non ho mai saputo cos'è l'amore tra un uomo e una donna. cos'è la dolcezza. cos'è la passione. sì le ho provate tutte ma non le so trattenere. non so come si fa. le faccio scappare.
la follia, il dolore, le urla soffocate, l'alcol, le minacce di volare, le violenze non subite ma pensate, sentite, le porte chiuse come se bastasse a non far accadere le cose, ma poi il sorriso e l'ipocrisia al mondo esterno.
tutto ti scalfisce la vita fino nelle viscere
anche se non si tratta di te
anche se solo di riflesso
perché tu c'eri. sempre.
ma può tornare tutto questo per una semplice carezza?
la dolcezza mi spaventa, non fa parte di me. si nasconde
ho imparato solo a sorridere, quando non sono da sola.







